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AGROPET®
Monofilo AGROPET® per oliveti pugliesi a spalliera
Puglia (Salento)Oliveti a spalliera

Monofilo AGROPET® per oliveti pugliesi a spalliera

2026-07-15 · 1 min di lettura

Nel Salento e nel resto della Puglia, gli oliveti pugliesi a spalliera stanno sostituendo i vecchi impianti a sesto tradizionale con forme intensive e superintensive, pensate per la raccolta meccanizzata. In questi filari fitti il filo di sostegno lavora tutto l'anno sotto tensione, esposto alla salsedine marina, al vento e ai trattamenti fitosanitari: è qui che il monofilo AGROPET® in poliestere PET ad alta tenacità si propone come alternativa concreta al filo d'acciaio zincato.

Perché il filo zincato soffre negli oliveti pugliesi a spalliera

Il Salento è una lingua di terra stretta tra Adriatico e Ionio: l'aria carica di salsedine raggiunge anche gli uliveti dell'entroterra e aggredisce lo strato di zinco che protegge il filo metallico. Quando il rivestimento cede, l'acciaio comincia ad arrugginire proprio nei punti più sollecitati — nodi, legature e ancoraggi di testata — cioè dove il filo deve tenere di più. A questo si aggiungono i trattamenti a base di rame, ancora molto diffusi sull'olivo, che innescano fenomeni di corrosione galvanica e accorciano la vita del metallo.

La ricostituzione degli impianti dopo la Xylella fastidiosa ha spinto molte aziende salentine a reimpiantare varietà tolleranti come Leccino e Favolosa in forme a parete. Sono impianti nuovi, progettati per durare decenni: l'umidità notturna e le rugiade abbondanti sulla penisola mantengono a lungo bagnate le superfici, condizioni che favoriscono la ruggine sul metallo ma restano indifferenti per un cavo in poliestere. In questo scenario la scelta del filo di sostegno pesa sulla manutenzione per l'intera vita del filare.

Il monofilo AGROPET®: proprietà misurate, non promesse

Il monofilo AGROPET® è un cavo di poliestere PET ad alta tenacità che sostituisce il filo d'acciaio zincato mantenendo un'elevata resistenza meccanica. Non arrugginisce e non si corrode a contatto con la salsedine o con i prodotti fitosanitari; è inoltre dielettrico, quindi non conduce l'elettricità, un aspetto utile in prossimità di linee aeree e durante i temporali frequenti sulla fascia costiera.

  • Non arrugginisce: resiste alla salsedine, all'umidità e ai trattamenti a base di rame.
  • Dielettrico: non conduce l'elettricità.
  • Circa 5 volte più leggero dell'acciaio (densità 1,36 g/cm³): meno carico sui pali e meno fatica in fase di posa.
  • Resistente ai raggi UV e stabile da -40 °C a +90 °C, con punto di fusione a 250 °C.
  • Allungamento a rottura intorno al 16%: asseconda gli strappi del vento invece di spezzarsi di colpo.
  • Disponibile nei colori bianco e cristallo e annodabile a mano.
  • Riciclabile al termine della sua vita utile.

Nelle estati pugliesi, con lunghe ore di sole diretto e temperature elevate, la resistenza ai raggi UV e la stabilità termica fino a +90 °C evitano l'infragilimento del filo, mentre il punto di fusione a 250 °C tiene il materiale ben lontano dalle condizioni di campo. Prodotto in Europa da Textil Villa de Pego (Pego, Alicante) in uno stabilimento certificato ISO 9001 e ISO 14001 (Bureau Veritas), il monofilo è pensato per restare in tensione all'aperto a lungo, a differenza dei materiali plastici comuni.

Calibri e comportamento del filo sulla spalliera

La sezione giusta dipende dalla luce tra i pali, dal numero di fili della parete e dal carico previsto dalla vegetazione. I valori di riferimento del monofilo AGROPET® sono: 2,6 mm con carico di rottura di 300 kgf, 3 mm con 365 kgf, 4 mm con 405 kgf e 5 mm con 616 kgf. Per una spalliera intensiva si parte di solito dai calibri intermedi, salendo di sezione dove la campata è più lunga o dove si prevede maggiore spinta dalla chioma e dai polloni.

A differenza del filo metallico, il monofilo non sviluppa ruggine né bave taglienti con il passare delle stagioni: la sezione tonda e liscia limita lo sfregamento sulla corteccia dei rami che si appoggiano alla parete, un dettaglio che conta nelle legature dei giovani astoni durante i primi anni del superintensivo. La leggerezza del materiale, inoltre, rende più agevole tendere e riposizionare i fili quando si assesta la forma di allevamento.

Posa e tensione in campo

Il monofilo si tende all'1% con tenditori o con sistemi Gripple®: è una messa in tensione contenuta, che tiene ordinata la parete di vegetazione senza sovraccaricare gli ancoraggi di testata. La leggerezza — circa cinque volte inferiore a quella dell'acciaio — riduce la fatica nello svolgere le matasse lungo filari che nei superintensivi superano spesso i cento metri. Il filo si annoda a mano, così le legature e i ritocchi stagionali si eseguono senza attrezzi speciali.

L'allungamento a rottura vicino al 16% permette al filo di assecondare le raffiche di scirocco e di maestrale tipiche della costa salentina, distribuendo lo strappo anziché scaricarlo tutto sui pali. Non arrugginendo e non conducendo l'elettricità, il monofilo elimina molti dei punti deboli che con l'acciaio zincato richiedono controlli e sostituzioni ricorrenti. Per confrontare calibri, colori e modalità di posa sul tuo impianto puoi partire dalla scheda tecnica del monofilo AGROPET®.

Foto: Emilio Sánchez Hernández (Pexels) · Pexels License

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